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Ti è piaciuto "Una bambina senza testa"?

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Conosci qualcuno con le patologie descritte nel libro?
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7 Comments

  1. Mario Nardicchia ha detto:

    Il saggio ti prende, ti affascina! Nel “Secolo dei Lumi” ci aveva provato il veneziano Francesco Algarotti(1712-1764), polimata, pubblicando il suo lavoro di divulgazione scientifica delle teorie del Newton dal titolo provocatorio: “Newtonianismo per le dame”. Ora,qui,sono due Signore: una Neuroscienziata e una Farmacologa, entrambe studiose e appassionate delle malattie degenerative del cervello umano, nella differenza di genere, a farci entrare con parole ed espressioni accessibili al grande pubblico -e soprattutto con racconti di storie realmente vissute- in quella sfera ardua dello scibile che tratta dello sviluppo delle conoscenze medico-scientifiche intorno al nostro cervello. Lo stile letterario nel trattare e tradurre tale difficile argomento in un libro, mi ricorda il grande lusitano Fernando Pessoa e i suoi eteronimi ed ortonimi, frutto di fantasia del poeta, ma qui nel caso di Antonella & Maria Teresa rispondenti a persone reali. Per Antonella che conosco sin dalla preadolescenza, mi è stato facile individuare 3 fasi che la caraterizzano e che l’hanno portata a raggiungere -secondo me- questi alti livelli:
    -un sostrato di vissuto in ambiente familiare, sociale, religioso cepagatense oltremodo sano; -un adstrato di formazione medico scientifica dovuta al prestigioso Ateneo “G.d’,Annunzio” di Chieti Pescara e alla Clinica Universitaria di Zurigo, la migliote al Mondo per l’Alzahimer e non solo; – ad un superstrato di cultura derivante da immersione nell’antica civiltà dell’India, culla della Conoscenza Spirituale dell’Umanità.
    Si spera, dopo questo primo riuscito lavoro comunicativo e divulgativo chiaro ed accessibile ai più, ne seguano altri di aggiornamento su ulteriori progressi che le Neuroscienze compiono iin futuro.
    Complimenti vivissimi Antonella e Maria Teresa. Ad maiora e…semper adamas!

  2. Ranieri Maria ha detto:

    La lettura di questo libro mi sta facendo compagnia durante la convalescenza post COVID in ospedale,l’ho iniziato a leggere con un po’ d’inquietudine soprattutto per il titolo, ma anche per la mia condizione psicologica e invece questo raccontare il dramma della vita attraverso il dialogo familiare fra due donne che da ogni parola che esprimono comunicano la voglia di conoscere, di scoprire per migliorarli i drammi e non sfuggirli, ma afferrarli per poterli poi combattere. Eh sì alla mia veneranda età queste giovani menti mi stanno insegnando che di fronte alla malattia non bisogna fare gli struzzi,io lo FACEVO.Ora non più,leggo,sottolineo,imprimo nella mente ogni parola,ogni buona pratica che le autrici ci consigliano. Continuate anche su questa strada:non siete solo medici-scienziate ma eccellenti mentor per tutti noi. Grazie

  3. Giorgia ha detto:

    “Una bambina senza testa” è un grande regalo che Antonella e Maria Teresa hanno fatto a tutti noi lettori! Queste due meravigliose donne hanno messo a nostra disposizione il loro sapere, le loro esperienze e conoscenze e ci hanno raccontato non solo della loro vita, ma anche di quella di tantissimi pazienti che prima di essere questo sono stati e sono tutt’ora persone! Storie di uomini e donne che ad un certo punto della loro vita hanno dovuto fare i conti con delle bestie che lentamente li hanno dilaniati, “portando via un pò alla volta piccoli brandelli di vita”. Chissà come deve essere svegliarsi un giorno e vedere riflessa nello specchio un’immagine che non sa più di noi, nella quale non ci riconosciamo!
    Sono tutte storie straordinarie, ognuna delle quali ti lascia qualcosa di diverso: un’emozione, una sensazione, un pensiero…
    Grazie Antonella e Maria Teresa, grazie per aver voluto condividere con noi la vostra storia e quella delle persone che avete incontrato e curato… grazie per il lavoro che fate nella lotta contro le disparità di genere e di sesso che, purtroppo, esistono ancora e hanno un impatto potentissimo sulla Scienza. Sono, però, fiduciosa e so per certo che grazie al lavoro di donne come voi la Scienza progredirà e riuscirà a superare le differenze di genere e di sesso che influenzano non solo le malattie delle menta, ma tante altre patologie e terapie.

  4. Michaela ha detto:

    Lettura tutta d’un fiato. Una volta iniziato questo libro, è davvero impossibile smettere di leggerlo! Un po’ come i gialli ben scritti che vengono divorati per scoprire chi sia l’assassino!
    Ho trovato molto sofferta ed empatica la narrazione delle varie storie, che sono trattate non come casi, ma sono descritte con amore e dolore. Pur essendo un libro pervaso di informazioni scientifiche che sono “oscure” per i non addetti, quello che mi è arrivato è l’umanità, la professionalità e la grande passione delle autrici, superbe scienziate e donne sensibili, con una grande passione per il proprio lavoro.
    Grazie per aver acceso un riflettore sul mondo della malattia mentale femminile, considerandola non più vergogna o tabù, ma semplicemente “malattia” e per aver dato importanza ai malati e ai loro caregivers: persone che, improvvisamente, sono privati della loro vita, così… senza un perché.

  5. Laura Bonvini ha detto:

    Letto in ogni pausa tra il lavoro e un po‘ di attività fisica, si fa fatica a interromperne la lettura. Un viaggio che fa vibrare l’anima e arricchisce la mente attraverso la conversazione tra Antonella e Maria Teresa, due grandi donne scienziate conosciute allo stimolante incontro Women‘s Brain Project Forum annuale qualche anno fa. Da giovane donna, mi riempie di motivazione, forza e determinazione leggere di altre donne che hanno saputo raggiungere difficili target, quali la creazione del WBP, in un mondo scientifico la cui maggioranza é maschile. Mi unisco nel supportare la riduzione dell‘ancora vivo stigma sulle malattie mentali e disordini psico-fisici consigliando la lettura di questo libro.

  6. Antonella ha detto:

    Ho ricevuto il libro in regalo.
    Sarà perché son sempre stata curiosa nel voler pere cosa contiene il nostro corpo,
    O forse pure il fatto di aver avuto un ictus.
    Ho letto il libro molto scorrevolmente.
    Mi sono emozionata molto per le situazioni descritte ed ho dato cibo alla mia anima senza ombra di dubbio.
    Mi conforta sapere che delle donne, e che donne! Siano in cammino per far comprendere le nostre diversità anche e soprattutto in medicina. Complimenti alle due autrici. Auguri per il vostro futuro e per la vostra associazione
    women’s brain project. Siete una meravigliosa risorsa per l’umanità. Antonella p.

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