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Storie a catinelle: recensione per “Racconti” di Chiara Marena

Sul blog letterario Storie a catinelle, Niccolò Cortini firma una bella recensione per “Racconti” di Chiara Marena.

“Il lettore si perde nei meandri di storie che, all’inizio, sembrano ordinarie e autobiografiche, ma poi partono per la tangente, disfacendosi in mille rivoli e assumendo i tratti del comico e dell’assurdo.”


Di seguito la recensione:

“Racconti” è un’opera di Chiara Marena, edita da Mondo Nuovo nel 2020. Si tratta di una raccolta di racconti, scritti (quasi tutti) tra il 2010 e il 2011.

Cosa c’è dentro
Ogni storia prende spunto da episodi di vita comune, ma, attraverso la penna dell’autrice, viene contaminata da elementi grotteschi e assurdi, che rendono lo scritto molto originale e godibile.
Ad esempio, leggendo questa esilarante raccolta, si scopre, tra le altre cose, che:

  • Le disgrazie capitano solo di lunedì;
  • I frullati si possono masticare;
  • I figli unici sognano la morte di tutti, perché vogliono ereditare la terra.
  • Il lettore si perde nei meandri di storie che, all’inizio, sembrano ordinarie e autobiografiche, ma poi partono per la tangente, disfacendosi in mille rivoli e assumendo i tratti del comico e dell’assurdo.

Così, possiamo seguire le vicende di una famiglia che finisce l’acqua fredda (non l’acqua calda, proprio quella fredda!) e che incontra gli alieni; di una coppia che ha problemi di differenza di pressione e segue programmi in diretta da una discarica abusiva; di colei che fa progressi solo nel campo della frustrazione; di una disoccupata che si muove in un “sistema […] che renderebbe inaccessibile il Paradiso a un Santo privo degli agganci giusti”; di un profeta che appare in sogno; oppure le vicende tragicomiche di una coppia ipocondriaca che porta al parco i propri virus, cercando di educarli a distinguere il bene e il male.

Lo stile
Lo stile dell’autrice è maturo e originale. La prosa è fresca e assolutamente funzionale alla narrazione tragicomica.
Marena gioca con maestria tra piani semantici diversi, dimostrando una solida conoscenza della lingua e il possesso di uno stile di scrittura originale:

– Dovrai passare sul mio cadavere. […]
– A che ora posso passare?
– Vuol dire che bisognerà essere pazienti con lei.
– Hai detto bene, pazienti. Ci farà ammalare, vedrai.

La (tragi)comicità
La comicità che pervade le pagine del libro deriva da uno stile asciutto, quasi formale, che dà sostanza a situazioni assolutamente inverosimili:

– All’occorrenza posso essere anche stupida.
– Quanto stupida?
– Quello di cui avete bisogno.
– Noi qui abbiamo bisogno di un’intelligenza standard.
– Ho un’intelligenza ISO9001.

Non vedo come si possa fare una scelta così sbagliata in solo mezzo secondo. Infatti non l’ho fatto. Ho girato i tacchi e me ne sono andata.

Altri passaggi sono teneri e belli, pur essendo immersi in postulati privi di senso e, quindi, rimanendo coerenti con il vettore narrativo principale:
– Perché non sorridi mai?
– Non lo so.
– Ma non ce l’hai il marito?
– No.
– E il fidanzato?
– Nemmeno.
Spalancò gli occhi.
– Sei sola?!?
Spalancai gli occhi anch’io.

Proposta di addenda (metalettura)
Gentile autrice, premesso che ho molto apprezzato la tua opera, con la presente sono a proporre l’aggiunta di un racconto alla tua raccolta.
Il racconto si intitola “Metalettura” ed è scritto in prima persona. Il protagonista (io) legge una raccolta di racconti di Chiara Marena e partecipa a un club di lettura, di cui fa parte solo lui. A un certo punto, però, intavola una discussione con Stefano Benni, che decide di aderire al club di lettura per solitari. La cosa particolare è che il racconto si scrive e si legge allo stesso tempo e, quindi, il tuo libro non avrebbe mai fine. Che ne dici? Potresti aggiungerlo nella ristampa del libro, magari dopo “Orgoglio e Precipizio”…

Una raccolta da leggere tutta d’un fiato
Scherzi e velleità da recensore a parte, la raccolta è uno scritto di spessore e Chiara Marena un’autrice interessante.
Lo stile fresco, le trovate comiche e la narrazione continuamente sospesa tra verosimiglianza e assurdo, la capacità di far sorridere e di far riflettere nel giro di una pagina sono doti rare e apprezzabili, soprattutto negli autori emergenti.
Lo stile ricorda molto quello di Benni (ecco perché compare nel racconto che ho umilmente proposto) e, a tratti, quello di Pennac, ma, come già detto, risulta assolutamente originale.

I racconti di Chiara Marena sono da leggere tutti d’un fiato. Lo sforzo sarà minimo, ma la soddisfazione sarà grande. Vi prometto un sorriso ogni due pagine e una riflessione ogni cinque/sei.Vi prometto anche una morale, che è sussurrata ma ha la consistenza della pietra:

“Siamo tutti eccezioni alla regola e la regola non esiste”.


Fonte: Niccolò Cortini, storieacatinelle.com