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Cosa significa essere artisti. Il libro di Anthony Molino

SI INTITOLA “OLTRE LA TELA” IL LIBRO CHE LO PSICOANALISTA E CRITICO ANTHONY MOLINO DEDICA AL LAVORO DELL’ARTISTA E ALLA SUA IDENTITÀ ATTRAVERSO UNA SERIE DI CONVERSAZIONI SULLA PITTURA. QUI VI PROPONIAMO L’INTRODUZIONE DI ROSITA LAPPI.
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Conversare e raccontarsi vuol dire tessere prossimità e conoscenza. Le “conversazioni sulla pittura” raccolte da Anthony Molino in Oltre la tela, nel dare voce ad alcuni affermati artisti della nostra contemporaneità, intessono profonde riflessioni sull’arte e sul rapporto degli artisti col proprio lavoro creativo, inserito negli intrecci della vicenda personale. Oltre la tela quindi, per arrivare, attraverso la parola dell’artista, al pensiero e all’esperienza della creazione.

DA CARLA LONZI ALL’ARTE CONTEMPORANEA
Il riferimento diretto va al fondamentale libro di Carla Lonzi, Autoritratto. Testo che ha operato un vero spartiacque per la critica accademica degli Anni Sessanta, invitando a parlare artisti affermati della loro arte, immersi nella temperie sociale e culturale di quegli anni formidabili. L’opera d’arte è stata sentita da Lonzi come una possibilità di incontro, come un invito a partecipare rivolto dagli artisti a ciascuno di noi, così che l’atto critico viene a far parte della creazione artistica. Oltre la tela si situa nel solco di questa forma dialogica, a volte con veri spiazzamenti, entrando con naturalezza e delicatamente in contatto con aspetti profondi della persona. Lo fa con una sua prospettiva originale, essendo Molino uno psicoanalista oltre che curatore e critico d’arte, non nuovo peraltro a simili esplorazioni. (Si vedano due suoi precedenti libri di conversazioni: gli “incontri” con analisti di fama mondiale documentati nel volume Liberamente Associati, e con rinomati antropologi in Soggetti al bivio.) Ed è questa prospettiva, di rispettosa ma penetrante indagine, che struttura il libro, attraverso sette conversazioni con altrettanti artisti attivi sulla scena italiana e internazionale: Marco Stefanucci, Ignazio Schifano, Claudia Alessi, Vincenzo Scolamiero, Manuela Sedmach, Alfonso Fratteggiani Bianchi, Silvia Infranco.

IL LAVORO DELL’ARTISTA
Si avverte, nelle pagine di Oltre la tela, che l’artista non parla di sé, ma si ri–guarda, parla a sé stesso davanti a uno specchio riflettente composto dalle sue opere. Da questa prospettiva esterna ravvede la sua pluralità e la irriducibile estraneità a sé stesso che l’immagine così densamente stratificata gli restituisce, una intensa esplorazione del proprio tragitto artistico, una presa di contatto o di possesso, un meditare operoso e silenzioso. L’approdo di questi stati è qualcosa che genera anche nello spettatore un passaggio a una dimensione più alta. Così scopriamo che questa consuetudine con sé è in realtà la condizione sine qua non del lavoro dell’artista, una ricerca che scandaglia senza sosta livelli di partecipazione delle pluralità e delle età che ogni persona racchiude nel suo mondo interno: il tumulto interiore in intima unione con sé stesso nel lento farsi del percorso di vita e di arte. La tensione artistica procede, infine, per raggiungere il bagliore fugace di un remoto senza tempo, e alla concezione del lavoro dell’arte come meditazione operosa.

VITA PUBBLICA E PRIVATA DELL’ARTISTA
È così che la conversazione si avvia a diventare, nell’incontro con l’Altro che Molino incarna, conoscenza e resoconto, bilancio delle scelte e delle strade che si sono percorse, riconoscimento della propria identità e sostanza. In altre parole, ciò che ho fatto, ho provato, ho pensato, ho scelto, ho realizzato. La narrazione di sé è un mettere le cose nella loro giusta relazione, dando loro un ordine che suggerisce proporzioni e nuovi significati, con parti che si annunciano, e ancora non si rivelano, assetate di nuove rivelazioni e conoscenze.
Possiamo dire, infine, che l’arte si alimenta di sorgenti umbratili e di aperture illuminanti a ulteriori domande e sperimentazioni. Si pensi all’immagine dell’origine vortice che Walter Benjamin evoca in tutta la sua opera; all’origine gorgo come matrice dialettica e anacronistica, ma che sempre opera nell’attualità della ricerca artistica. Oltre la tela si muove e porta in primo piano, pur nelle diverse articolazioni del linguaggio e delle esperienze personali dei sette artisti che assieme a Molino incontriamo, un tema significativo: l’ipotesi dell’originario–generativo, come crogiolo sorgivo della tensione dell’artista a fare arte. È un’ipotesi, questa, che vuole esplorare quanto profondamente si compenetra la vita artistica nella vita personale, e che anima la fruttuosa ricerca di questo libro singolare, corredato peraltro da una ricca serie di immagini corrispondenti al lavoro di ciascun artista.

‒ Rosita Lappi

Fonte: https://www.artribune.com/editoria/2021/08/libro-anthony-molino-artisti/

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