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IL BOLLETTINO DEGLI AUTORI

SERIO E FACETO

di Giovanni Liberato

(14/04/2020)

Non tutti sanno che, alla base dell’italiano illustre di Sicilia e Toscana, vi furono i pianti funebri per la passione del Cristo; questi componimenti si svilupparono a partire dal secolo XII in Centro Italia, e sono vivi ancora oggi in forma di canti popolari.

Della stessa area geografica e del medesimo secolo, il dodicesimo, è la lamentazione giudaico-italiana intitolata splendidamente: “Le ienti de Sïòn plange e lutta”; proprio in quel tempo, nel 1165, il viaggiatore spagnolo Beniamino di Tudela incontrava giudei recabiti in Arabia che non mangiavano carne, non bevevano vino e lamentavano la caduta di Gerusalemme.

Certo, già un certo Gesù ben Anania era solito declamare: «Povera Gerusalemme, povero il popolo, povera la città, povero il Tempio!»; morì durante il celeberrimo assedio dell’anno 70, non prima d’aver frullato ironia, satira e sarcasmo nel suo lapidario epitaffio: «E poveretto anche me!».

*

VERRANNO

di Tino Di Cicco

(26/03/2020)

verranno tempi migliori

adesso non ti posso abbracciare

né baciare

adesso non ti posso neanche toccare

forse avevamo già tutto

e non lo sapevamo

*

SENTIRSI FOGLIA, NUVOLA VENTO

di Grazia Di Lisio

(25/03/2020)

Sentirsi foglia, nuvola vento

alito leggero.

Come di Loi – Angel rarefatto –

sentirsi particella di fibra

universale 

prendere in mano la luna

tra timide stelle

aleggiare in un immenso abbraccio

in nuovi spazi

limpidi …fratelli

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L’ALBA DORATA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS 

di Valentino Ceneri

(14/03/2020)

L’angoscia e la speranza si mescolano nella necessità di rallentare i passi per salvarsi la vita. Ma dobbiamo avere il coraggio di comunicarci pensieri sulla natura delle cose per cercare di fare del nostro tempo una occasione per capire chi siamo e che ruolo abbiamo nel rapportarci con la natura che, a detta dei saggi, “non perdona mai!”. Partiamo dal fatto che i virus ci hanno preceduto di almeno 300 mln di anni nel popolare la terra. La mutazione dai cercopitechi (12 mln di anni fa) fino all’Homo sapiens sapiens (45 mila anni orsono) è stata una lunga galoppata creativa della natura che ha sbalordito se stessa aggiungendo il pensiero e la comunicazione verbale/simbolica dando all’uomo una sovranità sul mondo che sicuramente dovrebbe essere usata con più responsabilità. Questo vuol dire che dobbiamo crescere nella capacità/ABILITÀ a dare RISPOSTE più adeguate al nostro ruolo. Il quale ruolo dovrebbe essere gestito da una MENTE. S A N A. Siamo sicuri di avere una mente sana, un cuore puro e un plesso solare (pancia) non danneggiato? Dalla nascita a dall’infanzia ci portiamo dentro tanti rospi pronti a scagliarsi con il primo che incontriamo. La psicopatologia del profondo ci avverte che siamo vittime di distorsioni transgenerazionali. Siamo malati da curare e comunque da guardarsi allo specchio. C’è sempre una correlazione tra mente e soma. O meglio tra ANIMA e CORPO.