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Calcio & Geopolitica, recensione su Libridisport.com

Calcio & geopolitica: un titolo invitante. Tutti i tifosi sanno che il mondo del calcio contiene interessi “più grandi”. Interessi economici, ma anche politici come la volontà di supremazia di squadre e governi nazionali. A riguardo si possono citare svariati esempi, episodi, decisioni discutibili (a livello arbitrale o a livelli più alti) a conferma di sospetti, intrallazzi e relative dietrologie. Questo è il rovescio, superficiale e grossolano, della questione. Il libro dei coautori Narcis Pallarès-Domènech, Alessio Postiglione e Valerio Mancini scava più a fondo: è una disamina ragionata e documentata del fenomeno. Diciamo subito che non si tratta di una pubblicazione di facile lettura. L’alto profilo professionale degli autori ha prodotto un’opera tutt’altro che divulgativa (o almeno non in tutte le sue parti), disattendendo l’intenzione dichiarata nei risvolti di copertina: l’esposizione si avvale spesso di un linguaggio difficile, da addetti ai lavori, producendo un elaborato che appare (un po’ troppo) di nicchia. Si tratta di uno studio, serio e rigoroso, delle dinamiche e degli intrecci che il calcio ha alimentato (o in cui si è avviluppato). Non viene qui considerato ed esaminato come “gioco”, ma come fenomeno sociale, momento identitario, fatto religioso e politico al tempo stesso con profonde radici in ognuna di queste dimensioni, mutuando da esse riti, regole, comportamenti ed eccessi.

Potere e business.

Le prime pagine – le più tecniche, in senso filosofico e sociologico – evidenziano la natura profonda del calcio e la sua progressiva evoluzione/involuzione in forme di sfrenata spettacolarizzazione, guidata da criteri economici e finanziari: il calcio-business arruola tifosi-consumatori (e in quantità maggiore!). A questo aspetto viene dedicato un apposito capitolo in cui, oltre alle dettagliate informazioni, sono da segnalare le tabelle che illustrano la crescente industria del pallone, campionato per campionato, squadra per squadra, italiane e straniere. Ovvio che il calcio garantisce visibilità, i successi esaltano i campioni e li consacrano a livello planetario. I protagonisti del gioco sono i primi beneficiari di tutto questo business, e con loro anche le rispettive squadre, fino alle città e alle nazioni di appartenenza. Ecco dunque che i vari stati cercano di “ingraziarsi”, per così dire, la società che gestisce il calcio ovvero la FIFA, per avere più peso nello scacchiere mondiale. I tre autori del libro spiegano bene queste dinamiche documentando interessi politici, veti, intrighi e mire espansionistiche. Alla FIFA si accostano altre due Federazioni (NF-Board e CONIFA), nate in questo secolo a tutela, oltre delle Nazioni non allineate, anche del calcio indipendente e di specifiche etnie o minoranze, garantendo uno status che dia loro la possibilità di essere rappresentate e di gareggiare con le proprie formazioni.

E… i tifosi?

Con la sua oggettiva e approfondita presentazione di dati e riscontri, il libro conduce il lettore lontano da una visione passionale o romantica del calcio. E non certo per cinismo o spietatezza. È la realtà, la tendenza, lo sviluppo di un fenomeno (solo inizialmente forse) sportivo, che va avvicinato e vissuto con senso critico e disincanto. Ma c’è anche una speranza: fino a quando il tifoso, di qualsiasi età, considererà i calciatori i “suoi” campioni (idealizzati); fin quando le partite saranno per lui irrinunciabili e attrattivi momenti di agonismo e bel gioco; finché insomma resisterà la sua passione e il suo entusiasmo, il calcio -come sport e come festa – vivrà. Nonostante le logiche pragmatiche che lo regolano.

Perché leggere Calcio & geopolitica di Narcis Palleres-Domenech, Alessio Postiglione e Valerio Mancini:

per la meticolosità, la profondità e la competenza con cui viene sviscerata la tematica; per gli interessanti excursus tesi ad inquadrare le problematiche fin dalle loro origini storiche; per l’oggettività e il realismo dell’intera trattazione.

Fonte: https://www.libridisport.com/calcio-geopolitica-alessio-postiglione-e-valerio-mancini/

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